Con la completa dematerializzazione delle procedure di immatricolazione, la dichiarazione di cessione di un veicolo avviene esclusivamente online. Non esiste più il passaggio attraverso la prefettura. L’intera procedura si basa sul sito dell’ANTS o su piattaforme autorizzate, con un termine legale da rispettare e documenti specifici da raccogliere prima di connettersi.
Termine legale e sanzione: cosa prevede il Codice della strada per la cessione di veicolo
L’articolo R.322-4 del Codice della strada, nella sua versione in vigore dal 16 giugno 2025, impone al precedente proprietario di dichiarare la cessione entro 15 giorni dalla vendita o dalla donazione. Questo termine decorre dalla data riportata sul certificato di cessione, non dalla consegna delle chiavi o dal pagamento.
Il mancato rispetto di questo termine costituisce un’infrazione di 4ª classe. La multa ammonta a 135 euro. In pratica, il rischio principale non è l’ammenda in sé, ma il fatto che il veicolo rimanga associato al tuo nome nel registro delle immatricolazioni. Qualsiasi infrazione commessa dall’acquirente (parcheggio, eccesso di velocità, pedaggio non pagato) ti sarà indirizzata finché la cessione non sarà registrata.
Questo punto rimane sottovalutato. Resoconti pubblicati su forum nel 2026 descrivono situazioni in cui ex proprietari ricevono multe diversi mesi dopo la vendita, per non aver finalizzato la dichiarazione di cessione del veicolo su Autoscope o sul sito dell’ANTS in tempo.
Codice di cessione ANTS: utile ma non giuridicamente obbligatorio
Alla fine della teleprocedura sul sito dell’ANTS, il sistema genera un codice di cessione, composto da numeri e lettere. Questo codice deve essere trasmesso all’acquirente affinché possa avviare la propria richiesta di carta di circolazione online.
Contenuti aggiornati a settembre 2026 forniscono una precisazione raramente menzionata: il codice di cessione non è una condizione legale di validità della cessione. L’acquirente può teoricamente immatricolare il veicolo con il solo certificato di cessione cartaceo (Cerfa 15776*02). La procedura sarà più lunga, più laboriosa, ma resta possibile.

D’altra parte, l’assenza di questo codice provoca regolarmente blocchi sulla piattaforma ANTS. L’acquirente si trova nell’impossibilità di finalizzare la propria richiesta online, il che genera scambi di email, chiamate al supporto e talvolta il ricorso a un professionista autorizzato per sbloccare il dossier. La trasmissione del codice rimane quindi il modo migliore per garantire la transazione per entrambe le parti.
Documenti da raccogliere prima di avviare la dichiarazione di cessione online
La procedura si blocca spesso già nei primi minuti perché manca un documento. Prima di connetterti al sito dell’ANTS, verifica di avere tutti i seguenti documenti:
- Il certificato di cessione Cerfa 15776*02, compilato e firmato da entrambe le parti (venditore e acquirente), con la data e l’ora esatte della transazione.
- La carta di circolazione originale del veicolo, barrata in diagonale con la dicitura “Venduto il” o “Ceduto il” seguita dalla data, dall’ora e dalla tua firma.
- Il certificato di situazione amministrativa (precedentemente certificato di non gage), scaricabile gratuitamente dal sito Histovec.
- Una prova di controllo tecnico di meno di sei mesi per i veicoli di oltre quattro anni (eccetto i veicoli venduti per rottamazione).
Il codice riservato legato alla carta di circolazione è necessario se un terzo effettua la procedura per tuo conto. Questo codice è riportato sulla corrispondenza ricevuta al momento dell’emissione della carta di circolazione. Se lo hai smarrito, è possibile richiedere un rinvio sul sito dell’ANTS, ma ci vorranno diversi giorni.
Errori frequenti sulla piattaforma ANTS e modi per evitarli
La piattaforma ANTS funziona, ma non è esente da malfunzionamenti. Testimonianze raccolte su forum specializzati nel 2026 evidenziano diverse fonti di blocco ricorrenti.
La più comune riguarda l’incoerenza tra le informazioni inserite e quelle del file SIV (Sistema di Immatricolazione dei Veicoli). Un semplice errore di carattere nel numero di immatricolazione, o una data di nascita che non corrisponde a quella del titolare registrato, è sufficiente a far respingere il dossier senza un messaggio di errore esplicito.
Un altro punto di attrito: la connessione tramite FranceConnect. La procedura richiede un’autenticazione tramite questo canale. Se il tuo account FranceConnect non è aggiornato o se l’identità associata differisce da quella riportata sulla carta di circolazione (cambio di nome, errore di stato civile), la procedura si interrompe. La risoluzione passa quindi attraverso un aggiornamento della tua identità digitale presso il fornitore di identità utilizzato (impots.gouv.fr, Ameli, La Poste).
- Verifica che il tuo numero di immatricolazione sia nel formato SIV (due lettere, tre numeri, due lettere) prima di iniziare l’inserimento.
- Confronta le informazioni della tua carta di circolazione con quelle del tuo account FranceConnect, in particolare il nome di nascita.
- Conserva uno screenshot del codice di cessione generato alla fine della procedura, poiché l’ANTS non invia automaticamente questo codice via email.

Carta di circolazione barrata: la dicitura manoscritta che protegge il venditore
Barrando la carta di circolazione non si tratta di un gesto simbolico. La dicitura manoscritta “Venduto il” o “Ceduto il” con la data, l’ora e la firma costituisce una prova in caso di contenzioso. Se l’acquirente commette un’infrazione tra il momento della vendita e la registrazione della cessione, questa carta di circolazione barrata consente di contestare le multe ricevute.
La carta di circolazione consegnata all’acquirente deve essere completa. Se presenta un tagliando staccabile, questo deve rimanere attaccato. Solo la parte principale è barrata, non il tagliando. L’acquirente ne avrà bisogno per circolare legalmente durante il periodo di ottenimento della sua nuova carta di circolazione.
La dichiarazione di cessione online rimane una formalità rapida quando i documenti sono pronti e le informazioni verificate in anticipo. Il vero tranello non è la complessità della procedura, ma il rinvio: ogni giorno di ritardo lascia il veicolo giuridicamente associato al precedente proprietario, con le conseguenze finanziarie che ciò comporta.



